La situazione è a dir poco “effervescente”.
La causa scatenante della nascita del Comitato “Aria pulita per Cadelbosco”, fu il progettato ripristino ed ampliamento dell’allevamento Aras per insediare, in questo territorio già così “infestato” di allevamenti suinicoli, altri 8.000 maiali. Coloro che ci hanno seguiti e che ci seguono hanno potuto constatare che il Comitato ha scoperchiato un vaso di Pandora da cui è uscito di tutto: sversamenti illegali, mancati controlli…ed ora, piani agronomici a dir poco approssimativi con terreni per spandimento o inadatti o inesistenti.
I giornali di domenica 12 settembre 2010, riportano nella cronaca locale, titoli che dovrebbero essere esaltanti per il Comitato. Il Resto del Carlino, ad esempio, titola “Il comitato “Aria pulita” può esultare. E’ stato sospeso l’ampliamento dell’Aras”. Specificando che Comune di Cadelbosco e Provincia di Reggio Emilia hanno decretato la sospensione della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) che avrebbe dovuto consentire l’ampliamento dell’allevamento Aras.
Nel frattempo l’azienda Aras aveva chiesto l’agibilità (intanto) per poter inserire nella parte esistente di Aras circa 1.600 capi (fino a 2.000 capi non c’è bisogno di specifiche autorizzazioni di carattere ambientale).
I sopralluoghi del Comune, Arpa, Ausl, Igiene pubblica e servizio veterinario hanno fatto emergere la necessità di ulteriori approfondimenti soprattutto in materia di lotta agli insetti.
IL COMITATO CHIEDE LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ PER FONTANELLE
Spulciando nei tabulati del piano agronomico di spandimento liquami della ditta Fontanelle abbiamo scoperto dichiarazioni non rispondenti al vero della ditta al fine di ampliare (sulla carta) gli ettari di terreno per lo spandimento, allo scopo di allevare, nella porcilaia di via Liuzzi, un numero di maiali superiori al dovuto rispetto ai terreni posseduti.
La sottoscrizione di false dichiarazioni in atto pubblico è un atto gravissimo che non può non avere gravi conseguenze anche sulle autorizzazioni rilasciate a suo tempo. Ecco perché il Comitato chiede la sospensione dell’attività di Fontanelle, almeno fino a quando non sia stata verificata la reale disponibilità dei 289 ettari di terreni dichiarati nel piano agronomico.
C’è una famosa famosissima frase di Andreotti che afferma che “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende”. Noi abbiamo constatato che, non appena si è saputo in giro che stavamo verificando la veridicità dei tabulati del “Piano agronomico”, l’area autorizzata è passata da 349 a 289 ettari e tra questi residui 289 abbiamo verificato che tutti i terreni della Bonifica accampato come “disponibili” per lo spandimento, non lo erano per nulla!!!
Ora, l’Amministrazione comunale informa attraverso i giornali che sta effettuando controlli su controlli.
Non è mai troppo tardi (sempre che corrisponda al vero), ma in tutti questi anni che cosa ha fatto?
Possibile che siano i privati cittadini a doversi far carico del controllo del territorio e non le autorità a ciò preposte?
ULTIMA DOMANDA : RIUSCIREMO MAI A SAPERE QUANTI SONO (REALMENTE) I MAIALI IN QUELLA PORCILAIA?
Abbiamo notato che man mano che diminuivano gli ettari a disposizione per lo spandimento, diminuivano anche i maiali allevati nella porcilaia Fontanelle. Siamo sicuri che il calo dei suini sia reale e non solo annunciato? Potremmo avere una certificazione ufficiale?